Recensione God of War: strabiliante ma non perfetto!

Recensione God of War: strabiliante ma non perfetto! Un gioco pieno e ricco che concede al giocatore tante soddisfazioni ma anche dei difetti che inficiano in GamePlay.

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God of War 2018 è uno spin-off, o quasi, visto che in qualche modo richiama le serie precedenti indossando però un nuovo vestito.

Ci troviamo difronte ad un Kratos che ha deciso di cambiare completamente vita, possiede ora una moglie e un figlio e cerca di vivere una vita tranquilla fuori da qualsiasi problema alcuno.

Inutile dire che i suoi sogni presto si infrangono e la sua pace viene bruscamente infranta. Senza fare alcun spoiler, Kratos decide insieme al figlio Atreus di intraprendere un viaggio ostico nella mitologia norrena.

COMPARTO GRAFICO

Quello che salta all’occhio immediatamente è il comparto grafico. Oltre a restituirci modelli veramente credibili e perfetti, vi è anche una struttura di illuminazione pressoché perfetta, forse difetta un po’ nelle ombre, ma tutto il resto è esaltante.

Vi troviamo raramente texture buttate male, sembra quasi che ogni particolare sia stato studiato nel dettaglio. Gli scenari sono vari e vasti, ritrovando ambientazioni cube e fredde ma anche mondi colorati e ricchi di vegetazione.

Abbiamo provato God of War su PS4 e su PS4 Pro. Le differenze quasi non si vedono, anche giocando in 4K (PS4 Pro) la differenza con la sua sorella minore è impercettibile.

Dobbiamo però far notare un particolare, non è la prima volta che un gioco di questa mole grafica vede il mondo console. Al lancio della Xbox One vedemmo una imponenza grafica e cura in ogni suo aspetto in Ryse son of Rome.

Il gioco non è Open World, ma nonostante questo riesce a trasmetterci immensità e vi sono molti posti da esplorare nonché enigmi da risolvere e potenziamenti nascosti.

TRAMA

Sulla trama non vogliamo dare nessun dettaglio, vi diciamo però che prende tantissimo, soprattutto dopo la sua metà nonché troviamo un rapporto padre e figlio veramente degno dei migliori giochi come The last of us.

GAMEPLAY

God of War 2018 a differenza dei precedenti capitoli è meno incisivo nell’aspetto dei combattimenti. Se è vero che risultano più spettacolari e massicci, è anche vero che kratos perde in reattività, complice anche la sua visuale molto stretta, che seppur abbiamo un indicatore dei nemici, non è preciso.

Ci sono però note di alto merito nel combat system, tra le quali troviamo un ascia versatile che ci permette di avere molte combo, un Atreus che ci aiuterà tantissimo, rallenty, quick time event e molto altro che ci terrà sempre impegnati e soddisfatti.

In definitiva Kratos nei combattimenti ci ha restituito molta forza e ci ha soddisfatti ma nello stesso tempo una sorta di goffaggine ci ha accompagnati per tutto il gioco.

Nulla da dire sui nemici che posseggono una differenza notevole da uno all’altro, obbligandoci a studiare il nemico e adottare diversi approcci per sconfiggerlo, il tutto sempre accompagnati da un livello grafico altissimo.

Notevole la possibilità di migliorare molti aspetti di Kratos e Atreus, come le combo che possono effettuare insieme, nonché potenziamenti sulle armi e armature.

MUSICHE E DIALOGHI

Musiche molto belle che sin dalle prime battute del gioco trasmettono qualcosa di epocale, epico e imperdibile che si accosta in maniera perfetta alla mitologia norrenica.

Nota di merito anche ai dialoghi tra padre e figlio che sono sempre interessanti e che ci fanno scoprire, man mano che si procede con la trama, quale sia il rapporto tra i due e cosa nasconde sotto quel faccione duro e crudo Kratos.

CONCLUSIONI

God of War si giudica un alta votazione sotto quasi ogni aspetto ma nello stesso tempo pecca proprio nel combat system a causa della goffaggine del personaggio.