Apple si sarebbe rivolta alla TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) per la fornitura e la progettazione dei processori necessari al prossimo top di gamma. I System on a Chip in questione saranno la naturale evoluzione dell’A10 Fusion, la versione equipaggiata dalla famiglia iPhone 7 e molto probabilmente prenderanno il nome  A11. L’architettura del nuovo SoC è ancora sconosciuta, ma gli analisti indicano che si ricorrerà ad un processo produttivo a 10 nanometri.

A differenza dei 16 nanometri del processore A10, i 10 nanometri dell’A11 permetteranno un netto incremento prestazionale. Ancora ignota l’architettura vera e propria. Si pensa che TSMC adotterà l’abbinamento di core dedicati alle prestazioni capaci di raggiungere alte velocità di clock alternati a core per il risparmio energetico. Inoltre molto probabilmente si ricorrerà alle tecnologie proprietarie TSMC InFO (integrated fan-out) e WLP (wafer-level packaging).

E inoltre anche dal punto di vista di richiesta energetica, il processore a 10 nanometri permetterà miglioramenti sostanziali. Sulle controparti Qualcomm e Samsung infatti i consumi registrati si sono rivelati inferiori del 40% rispetto alla versione precedente.

Sappiamo bene che il nuovo iPhone 8 non è atteso prima di questo autunno, ma la fase di preproduzione e assemblaggio è già iniziata. E secondo il report pubblicato dall’Economic Daily News, i fornitori si stanno portando avanti con il lavoro. L’obiettivo è quello di concentrare la produzione in questi mesi, per poter disporre di tutta la componentistica completa nei giorni della presentazione ufficiale e successiva commercializzazione. TSMC prevede di mantenere una capacità produttiva di 100 milioni di chip entro fine 2017. Così da contare su scorte sufficienti a coprire buona parte della domanda iniziale. Non ci resta che attendere dunque.

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